domenica 3 gennaio 2016

Musica Barocca, tra strumentismo e vocalità


Quando si parla di musica Barocca la si associa ad autori quali Telemann, Bach, Frescobaldi e molti altri.
Nel panorama musicale palermitano, a dedicare ampio spazio a questo composito periodo è L’Ensemble Cordes et Vent. Il suggestivo nome francese, che sembra rimandare a un flusso sonoro armonioso, sta ad indicare l'unione di Cordes, strumenti a corde o a pizzico con Vent, strumenti a fiato.
Il Concerto intitolato “Barocco e oltre”, ideato dalle sorelle Monica e Roberta Faja avrà luogo il 4 gennaio a Palermo nella Chiesa di San Cataldo. La sua peculiarità consiste nell’essere strutturato in due parti: la prima di carattere strumentale, la seconda di carattere vocale. I due i momenti musicali che si succederanno, vedranno in un primo momento l’esibizione di Elena Carlino (soprano), Roberta Faja, Ester Prestia (traversieri), Irene Piazza, Annalisa Scalia, Rosa Alongi (violini), Carmelo Fallea (viola) Mauro Greco (violoncello), Luciano Nania (contrabbasso), Silvio Natoli (tiorba e mandolino) e Rosalba Coniglio (clavicembalo) che eseguirà, su strumenti d'epoca, brani appartenenti al '700 musicale con autori quali Vivaldi, Telemann e Porpora; nella seconda parte dello spettacolo, a salire sul palco sarà invece l'Aeolian Vocal Ensemble, un coro tutto al femminile, diretto dal M° Monica Faja, che vedrà Rosalba Coniglio (questa volta al pianoforte) e Gaspare Renna alle percussioni.
L'Ensemble, unico nel suo genere in tutto il territorio siciliano, già vincitore di numerosi premi nazionali ed internazionali, eseguirà alcune composizioni di Rutter, Alberti e Buogo, alternando alla performance vocale e strumentale quella coreografica.
Esso ha una storia relativamente recente; nato nel 1987 da un’idea della flautista Roberta Faja, figlia d’arte della clavicembalista Rosaria Falcone, ha un intento ben preciso, come si può dedurre dal nome stesso, ossia quello di divulgare e trasmettere la musica non solo come semplice momento di esecuzione musicale ma come strumento capace di creare atmosfere proprie del periodo preso in questione.



Ciò che caratterizza questi artisti e che li accomuna, è il fatto di dare vita a un repertorio con la prassi esecutiva originale e con l’impiego di strumenti antichi. Presente da quasi trent’anni nel panorama palermitano e siciliano, l’Ensemble vanta la partecipazione a diversi seminari e corsi di musica antica in tutta Italia; tra le città nelle quali gli artisti si sono distinti ricordiamo Venezia, Urbino ed Erice. Esso ha inoltre effettuato registrazioni per diverse case discografiche specializzate nel settore della musica antica, come la Tactus. Ha inoltre preso parte ad una manifestazione registrata da Rai1 nel 1991 ed eseguito alcuni brani di loro composizione al Teatro Massimo di Palermo.

 Gli artisti che compongono l’Ensemble, grazie alla passione e alla determinazione che hanno sempre dedicato all'approfondimento della prassi e del repertorio, hanno ad oggi ottenuto un notevole prestigio che gli ha permesso di prendere parte ad innumerevoli manifestazioni di livello locale e internazionale; i musicisti hanno inoltre partecipato a svariate stagioni concertistiche di spicco, tra le quali quelle con gli Amici della Musica, la Fondazione Teatro Massimo di Palermo e diversi Festival nazionali, accanto ai grandi nomi della musica classica ed internazionali come il Teatro di Lussemburgo.
Si tratterà dunque di un Concerto insolito, fatto di atmosfere e suggestioni davvero sui generis, il cui valore aggiunto al repertorio preso in questione sarà conferito dalle esibizioni coreografiche e vocali.



                                                                                                                                                                                                                             Lavinia Alberti

domenica 27 dicembre 2015

Mandolino e pianoforte, tra romanticismo e contemporaneità


Gli ultimi giorni di dicembre si prefigurano ricchi e pieni di eventi culturali e musicali.
Tra i luoghi promotori della buona musica non può di certo mancare all’appello Cefalù, territorio madonita da sempre attivo e sensibile alla diffusione di spettacoli, aperto ad accogliere concerti di ogni genere, da quelli classici, a quelli rock fino a quelli pop.
Concentrandoci sul genere classico, un concerto da non perdere è quello in programma al Teatro Cicero di Cefalù, il 30 dicembre. Ad esibirsi saranno due valenti e giovani musicisti, Mauro Schembri, (mandolino) e Alessandro Greco (pianoforte), che saliranno sul palco del teatro in occasione dell’ultimo evento della Stagione Concertistica degli Amici della musica Cicero. Il primo diplomatosi in mandolino al Conservatorio V. Bellini di Palermo sotto la guida del Maestro Emanuele Buzi e perfezionatosi col Maestro Dorina Frati, ha all’attivo quindici Festival Internazionali con l’Associazione “Sikania” diretta da Lorenzo Puma. In passato ha anche collaborato con il Teatro Massimo di Palermo, l’Ente Filarmonica Franco Ferrara, e da solista con l’Orchestra da Camera “Salvatore Cicero” al Teatro Politeama di Palermo per la Stagione “Amici della musica”. E’ stato inoltre il secondo classificato del prestigioso concorso nazionale “Premio Abbado” nella sezione mandolino.
Attualmente fa parte del Quintetto Nomos, che sin dalla sua nascita (2011) ha riscosso un certo successo nel territorio siciliano. Il secondo invece inizia gli studi pianistici molto giovane, studiando sotto la guida del Maestro Giuseppe Lo Mauro, per poi proseguirli presso l’accademia “Clara Schumann” di Palermo con il Maestro Giuseppe Messina. Nel 2010, dopo il diploma in pianoforte al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e dopo una serie di Master Class, ottiene a San Giovanni Teatino il Primo Premio “Franz Liszt” (2009), cui seguiranno quello di Palermo e di Catania. Attualmente è docente di pianoforte al liceo musicale e coreutico “Joan Miro” di Sant’Agata di Militello.




Il duo Schembri-Greco, ha una storia recente; esso infatti è nato nell’aprile 2015 da un’idea degli stessi musicisti in occasione di una collaborazione con l’Auditorium Rai di Palermo e il progetto GMC (giovani musicisti del Conservatorio V. Bellini di Palermo). Nonostante la sua recente formazione ha già riscontrato diversi successi, esibendosi presso numerose associazioni culturali regionali riscuotendo un grande apprezzamento.

Il programma eseguito dai due giovani prevede un ricco e composito repertorio, con un’attenzione particolare alle musiche originali per questa formazione e a quelle contemporanee: si andrà infatti dal classicismo delle composizioni di Beethoven e Hummel a quello di Calace, fino ai brani più contemporanei di Kaufmann e Chailly.

Si tratta dunque di composizioni che hanno lo scopo di mettere in luce, oltre che le qualità timbriche e sonore del pianoforte, uno strumento come il mandolino, un tempo utilizzato soprattutto in ambienti colti. L’intento dei musicisti è proprio quello di dimostrare e far comprendere al pubblico che quest’ultimo (troppo spesso associato alla cultura popolare) è anche uno strumento colto.

Quello dei due musicisti sarà dunque un vero e proprio excursus sonoro che, iniziando dallo stile classico beethoveniano, proseguendo con le musiche della scuola napoletana di Calace, e approdando alle sperimentazioni ritmiche e timbriche contemporanee di Genzmer e Chailly, sarà in grado di trasportare l’ascoltatore in un viaggio sonoro cronologico davvero suggestivo e unico nel suo genere.

  

                                                                                          Lavinia Alberti

sabato 12 dicembre 2015

C'era una volta la star del secolo


Era il 12 dicembre 1915. Esattamente un secolo fa nasceva una figura destinata a diventare una delle star più famose al mondo: Frank Sinatra.
Personalità poliedrica, cantante, attore, conduttore televisivo e radiofonico statunitense di origine italiana, noto inizialmente in America e poi in Italia a partire dall’immediato dopoguerra grazie alle sue qualità timbriche e vocali, Sinatra comincia la carriera nel mondo dello spettacolo inizialmente senza pensare al grande successo (un po’ come molti), ma nel giro di poco tempo comincia ad affermarsi sempre più divenendo una vera e propria stella del cinema e soprattutto della musica. Dopo le prime esibizioni televisive e le prime canzoni (All or Nothing at All, I’ve got you under my skin , Strangers in the night, That’s life, Fly me to the moon, My way, solo per citarne alcune), a partire dagli anni ’30 Sinatra comincia ad imporsi pian piano nel panorama musicale mondiale, per poi decollare artisticamente negli anni ’50 e terminare la sua lunga attività nella metà degli anni ’90.  Noto in Italia soprattutto come The Voice, in America e nel resto mondo era conosciuto anche con i soprannomi di Ol' Blue Eyes, Frankie, Swoonatra.

 

                           

Nell’ambito della sua lunghissima carriera cinematografica da ricordare sono senz’altro tre film girati tra gli anni ’40 e ’50 in cui l’italo-americano ha interpretato ruoli canori di un certo rilievo, girati in locali e teatri; tra questi Due marinai e una ragazza, Un giorno a New York e Facciamo il tifo insieme, per i quali gli furono conferiti importanti riconoscimenti: due premi Oscar e due Golden Globes; in questo senso si può definire un uomo dalle mille sfaccettature, tanto brillante nelle interpretazioni cinematografiche quanto in quelle musicali.



Il periodo che si può certamente definire il più prolifico per Sinatra è quello a cavallo tra gli anni ’40 e ’60; è in questa fase infatti che la voce dell’artista diviene la più popolare non solo nel mondo della settima arte ma anche della radio. Sul fronte della carriera musicale il genere con il quale l’italo-americano comincia ad essere identificato è quello dello Swing e del Jazz, il cui stile sarà destinato ad essere imitato ed emulato negli anni immediatamente successivi dai più grandi cantanti (si pensi a Teddy Reno o a Johnny Dorelli, che da Sinatra erediteranno il suo stile canoro, ossia quello del “canticchiare sussurrando” al pubblico).

È proprio intorno alla metà degli anni ’50, parallelamente alla sua rifiorita carriera cinematografica, che Sinatra registra alcuni dei suoi brani più celebri, contenuti in album come Songs for Young Lovers, che comprendeva My Funny valentine, I Get a Kick Out of You e They Can't Take That Away from Me, capolavori dei compositori Lorenz Hart, Richard Rogers, dei fratelli George e Ira Gershwin, arrangiati da Nelson Riddle, In the Wee Small Hours, del 1955, in cui erano contenuti In the We Small Hours of the Morning, Last Night When We Were Young e This Love of Mine e, nel 1956 Songs for Swingin' Lovers!, che racchiudeva la celebre I've Got You Under My Skin, You Make Me Feel So Young, Pennies from Heaven e Too Marvelous for Words.

Con 150 milioni di dischi venduti, 59 album per un totale di 2200 canzoni, Sinatra era considerato (e lo sono tutt’ora le sue canzoni) uno dei più importanti artisti musicali, colui che incarnava gli ideali del sogno americano insieme a Chuck Berry, i Beatles, i Rolling Stones, Elvis Presley.
Alla base del successo di tale artista vi erano le sue doti sceniche e canore, ma soprattutto il suo carisma e il modo con cui egli comunicava ciò che voleva trasmettere al grande pubblico. Sinatra è stato insomma, insieme a tanti altri della sua generazione, uno degli artisti più apprezzati e popolari, specie negli anni del boom economico e quelli immediatamente precedenti. Le sue canzoni ed interpretazioni hanno attraversato tante generazioni, sono entrate nella quotidianità delle nostre nonne, delle nostre mamme e sono ancora oggi in parte ascoltate da molti giovani che, nonostante siano circondati da tanta musica commerciale, nutrono ancora un grande interesse per la musica di un tempo.
In questo secolo abbiamo sì perso l’uomo, il cantante, l’attore, ma di certo non le sue canzoni che resteranno eterne.

 




                                                                                                                                                             Lavinia Alberti

venerdì 11 dicembre 2015

"In the Closet", l'app serie ideata da tre giovani palermitani


Quando si parla di web serie la maggior parte tende a pensare a un prodotto televisivo americano in varie puntate distribuito su reti locali e nazionali, o meglio a un prodotto fruibile solo in determinati contesti e luoghi, dunque vincolante al mezzo materiale: il televisore o il computer.
Il concetto di web serie nasce in epoca relativamente recente, nel 2010 circa; solo negli ultimi anni essa è andata via via migliorando i suoi format e i suoi canali distributivi, divenendo un fenomeno virale.  La novità su questo fronte è giunta proprio quest’anno. A partire da settembre, infatti, un gruppo di giovani palermitani ha deciso di innovare ulteriormente il concetto di web serie, lanciando una novità assoluta: l’app serie. Si tratta di un progetto che ha comportato la messa in gioco di creatività, sperimentazione e originalità.
 E’ così che unendo entusiasmo e passione per il racconto tre palermitani, (la Cinefila trinità, come amano definirsi) Ninni Palma (regista), Daniele Lupo (sceneggiatore) e Salvatore Allotta (post-produzione), hanno ideato una serie divisa in puntate da vedere direttamente su un’app apposita.
Il protagonista, un uomo misterioso interpretato dall’attore Davide Ruggiano, farà i conti con i segreti inconfessabili di cinque personaggi, in una trama avvincente in cui nulla è come sembra.
Andando oltre il canonico Youtube, la piattaforma per eccellenza delle web serie, offrirà agli utenti un’esperienza innovativa. Sull’app infatti saranno visibili tutte le puntate, oltre le quali saranno presenti anche contenuti extra ed interessanti approfondimenti.
“In the Closet”, questo il nome della prima app serie prodotta dai tre giovani artisti, sarà divisa in 50 episodi. Si tratta di una serie drama-thriller girata interamente in un unico ambiente.
Cifra peculiare di questi episodi saranno inconfessabili segreti che stravolgeranno le vite dei protagonisti, costruendo una trama avvincente in cui nulla è come sembra.
Con queste premesse il progetto non può che essere molto stimolante, come emerge dalle dichiarazioni degli artisti: «In una società smartphonecentrica come quella italiana abbiamo deciso di creare qualcosa che ci permettesse di entrare proprio nelle tasche degli spettatori» spiega lo sceneggiatore Daniele Lupo. «Abbiamo voluto dar vita a qualcosa di diverso. Ogni utente potrà avere sempre con sé l’app serie e potrà decidere quando vederla e fruire di contenuti inediti in una nuova forma» continua il regista Ninni Palma. L’app serie sarà disponibile dai primi giorni di dicembre in modo totalmente gratuito.


           
                                                                                                             Lavinia Alberti

lunedì 2 novembre 2015

Quarant'anni senza l'intellettuale corsaro



2 novembre 1975: sono già passati 40 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, scrittore, poeta, sceneggiatore, regista, autore che può essere considerato senza dubbio uno degli intellettuali più controversi nel panorama culturale italiano.
Accostandosi a questa figura, ciò che non si può fare a meno di notare sono l’ “ingenuità” e la sensibilità con cui egli si accostava al mondo; cifra peculiare del poeta era infatti il porsi dalla parte dei più umili e delle classi più disagiate, dei “diversi”, cui certamente egli riservava proprio per il tormentato vissuto personale tutta la sua solidarietà. Non è un caso dunque se egli si poneva dalla parte di questi ultimi; il sottoproletariato infatti rappresentava per il poeta friulano l’unica classe che ancora manteneva una propria spontaneità e genuinità, al contrario della classe borghese che egli criticava aspramente, e ciò si coglie molto bene sia nei suoi film, che nei suoi testi poetici e letterari. Marxista politicamente e socialmente impegnato, Pasolini aveva fatto della lotta al consumismo e alle ipocrisie borghesi una vera e propria missione.


Si può certamente affermare che con Pasolini l’Italia ha perso 40 anni fa non solo un pezzo di storia ma il contributo delle sue idee di intellettuale poliedrico ed eclettico.
In questi giorni molti sono stati i luoghi della cultura (e soprattutto i teatri romani) che hanno reso omaggio al poeta, raccontando la vita di questo straordinario personaggio del cinema e della cultura del ‘900. La sua personalità di acuto osservatore e per certi versi anche anticipatore del nostro presente è stata ricordata dai principali teatri romani come l’Argentina e il teatro India di Roma che hanno reso omaggio al poeta con diverse rassegne. Il teatro India per l’occasione ha dato vita alla rassegna “Il Teatro di Roma per Pasolini”.



Ad aprire l’omaggio romano sarà la voce recitante di Giovanna Marini, amica intima del poeta, con Sono Pasolini, un moderno oratorio che celebra la ricchezza della poesia e del pensiero pasoliniani. Lo spettacolo è
uno dei tasselli del progetto “Il Teatro di Roma per Pasolini” che si compone di sette titoli. A seguire vi sarà L’inedita partita di pallone Pier Paolo! di Giorgio Barberio Corsetti, “giocata” nel campo di Pietralata a Roma (31 ottobre e 1 novembre), una produzione Fattore K.
Giorni intensi questi che hanno visto una vera e propria maratona letteraria; saranno lette poesie, frammenti di raccolte inedite da personaggi che hanno vissuto a fianco del poeta: si andrà da Bernardo Bertolucci a Ninetto Davoli. Per l’occasione all’esterno dei centri saranno allestite delle performances di Street art.

A 40 anni di distanza si sente la mancanza di Pasolini, l’intellettuale inascoltato e poi come spesso accade “santificato” alla morte. Se si è perso l’uomo, di certo non si sono perse le sue idee anticonformista. Il regista friulano, o meglio, il suo pensiero, le sue poesie hanno rappresentato e rappresentano ancora oggi a 40 anni di distanza un punto di riferimento, una speranza per molti giovani.
                                                                                                                                                                                             Lavinia Alberti

mercoledì 16 settembre 2015

La Settimana Alfonsiana a Palermo


Dal 19 al 27 Settembre a Palermo si svolgerà la “Settimana Alfonsiana”, giunta quest’anno alla XXI edizione. L’evento di cui la Run (Rete  Universitaria Nazionale) di Palermo è da anni promotrice, quest’anno si svolgerà attorno al tema: Mentr’erano a mensa Gesù disse: “Uno di voi mi tradirà. Uno che mangia con me”. Gli dicevano uno dopo l’altro: “Sono forse io?”. (Marco 14, 18-19).          
Proprio a partire dal significato - attuale e storico - di tale espressione evangelica, si confronteranno studiosi, teologi, sacerdoti, magistrati, giornalisti, registi, scrittori e docenti universitari.
 
Questi otto giorni, organizzati dai Padri Redentoristi di Palermo e dalla rivista culturale “Segno” in onore di Sant’Alfonso dei Liguori, si prefigurano molto intensi e ricchi di confronti, i cui temi saranno riletti in chiave laica. Si tratta dunque di un evento unico nel suo genere, non solo per la natura dei dibattiti, ma anche per le personalità presenti, per l’occasione provenienti come già detto dal mondo giuridico, economico, teologico e dello spettacolo; a rendere questi giorni ancora più interessanti e coinvolgenti saranno inoltre i diversi musicisti che si esibiranno, molti dei quali noti in tutta Italia e non solo. La sede principale dove avverranno le discussioni culturali sarà in via Badia 52, con ulteriori appendici al Conservatorio V. Bellini in via Squarcialupo e all’Oratorio di Santa Cita in via Valverde.
 
Il giorno d’apertura nella Sala Scarlatti del Conservatorio V. Bellini si esibirà sotto la direzione del Maestro Giuseppe Palma la Balarm Sax Orchestra (ore 21); il giorno seguente saranno presenti invece i Padri Redentoristi che apriranno il dibattito teologico e, sempre alle ore 21, si esibiranno Gli Archi Ensemble. Lunedì 21 (ore 17), invece, sarà la volta di Nino Fasullo (direttore della rivista “Segno”), Salvatore Ferlita (Università Kore di Enna), Serafino Fiore (superiore provinciale dei “Redentoristi”), Roberto Lagalla (rettore dell’Università di Palermo), Leoluca Orlando (sindaco di Palermo) e Gianni Vattimo (Università di Torino), che proporranno degli interessanti spunti di riflessione a partire dal passo della Bibbia sopra citato. Nel pomeriggio di martedì 22 la sede di via Badia avrà l’onore di accogliere Giancarlo Gaeta (Università di Firenze), Simona Forti (Università di Torino) e Gianfranco Perriera, regista noto soprattutto nell’ambiente teatrale e cinematografico palermitano. Il giorno seguente invece saranno presenti Guido Corso (Università di Roma), il giornalista e scrittore Raniero La Valle e Paolo Ricca (Facoltà teologica valdese di Roma).

 
 


Nei giorni centrali dell’evento non mancheranno musiche appartenenti al repertorio colto: verranno eseguite l’Overture I e II della Carmen di Bizet, il Bolero di Ravel, e le musiche di Patrick di Geiss.; dell'omonimo film Pirati dei Caraibi verrà inoltre eseguita la colonna sonora. Sempre nello stesso giorno è previsto un arrangiamento fatto da Giovanni Di Giandomenico del celebre "Tu scendi dalle stelle" in originale lingua napoletana scritta da S. Alfonso; questa performance vedrà coinvolto per l'esecuzione il soprano Federica Maggi con un accompagnamento al pianoforte del sopracitato Di Giandomenico.
Giovedì 24 si uniranno al dibattito Marcello Flores (Università di Siena), Giorgio Jossa (Università di Napoli) e Maria Concetta Sala, docente e filosofa; il pomeriggio seguente, interverranno invece Massimo Cacciari (Università San Raffaele di Milano), Rita Fulco (Università di Messina) e Giuseppe Pignatone (Procuratore Capo della Repubblica di Roma). Il penultimo giorno  interverrà anche Romano Prodi  sul tema “La politica mondiale e il Mediterraneo”.
 Nel giorno che chiude la Settimana, alle ore 21, si esibirà l’Orchestra Alfonsiana, composta da soli sassofoni, dal sopranino al basso. Nata e ideata dal Maestro Palma, docente di sax presso lo stesso Conservatorio Bellini, l'orchestra è composta da allievi ed ex allievi di sax e comprende anche quattro percussionisti. Tra i repertori sarà eseguito anche il Concerto vivaldiano Op.3 n.8 a due violini, eseguito dai due sassofonisti Ignazio Calderone e Nicola Mogavero.                         
Nell’insieme questi giorni non potranno che essere di grande stimolo culturale. Si tratta infatti di un evento che ogni anno fornisce degli spunti e degli stimoli sempre nuovi, non solo sul piano teologico e sociale, ma anche su quello musicale.


Lavinia Alberti