“Un compendio di archetipi sociali ed emotivi, celati dalla maschera delle convenzioni. Un’attualità valorizzata con la rappresentazione delle emozioni e con il tema dell’integrazione sociale e culturale”
Sarà un
appuntamento importante che vedrà ancora una volta protagonisti la musica e il
teatro. Il 18 giugno infatti a Bologna, presso l'Officina polivalente delle arti e dei mestieri Camere d'aria (uno spazio di accoglienza nello spirito
dell’Associazione Culturale Oltre) sarà
messa in scena in una versione ridotta Un ballo in maschera di Verdi, per
la regia di Giada Maria Zanzi.
Protagonista
della rappresentazione sarà la compagnia
Teatro Facies, formata da 7 artisti di differenti "provenienze"
(cantanti lirici, attori, fotografi), che daranno vita a uno spettacolo di
teatro contemporaneo davvero sui generis.
Particolarità
di questo progetto è il suo approccio non canonico all’opera lirica verdiana;
lo scopo infatti è quello di far avvicinare a questo mondo così magico e
suggestivo (o quantomeno far incuriosire) tutti coloro che non frequentano
abitualmente l'ambiente musicale classico.
Lo
spettacolo si propone un arduo ma nobile compito: quello di portare il teatro anche in luoghi periferici,
molto differenti tra loro e fuori dai canoni classici. Le battute recitate,
proprio per il luogo e il contesto socio-culturale in cui l’opera s’inserisce,
sono state infatti scritte dagli artisti e alcuni numeri musicali ridisposti,
come anche le caratterizzazioni dei personaggi.
La chiave di lettura di quest’opera verdiana, scelta per l’occasione, sarà dunque estremamente pop: i cantanti lirici infatti oltre a cantare (su
base orchestrale, come in un musical), reciteranno. Tra i personaggi
principali, Renato sarà l’unico che non canterà ma reciterà soltanto. Ulrica e
Oscar saranno invece gli inconsapevoli artefici dell'evoluzione psicologica di
Renato, in balìa degli eventi. Oltre a Ulrica e Oscar canteranno anche Riccardo
e Amelia, che esterneranno il loro amore attraverso l'esecuzione delle
rispettive arie principali. Ad essere evidenziate saranno le tematiche
dell'amore e dell'amicizia, tematica quest’ultima che lascerà spazio alla
gelosia quando Renato scoprirà i sentimenti del conte e della propria moglie.
Scopo dell’opera
è soprattutto quello di porre l’accento su alcune tematiche sociali: il
problema della diffidenza verso il diverso, la questione dell'integrazione dei
diversi ceti sociali, e soprattutto l'influsso, la pressione che la società
esercita sull'individuo. In questo senso Renato, attraverso la parola e il
mimo, rappresenta l'archetipo ideale per questa messa in scena; la sua
espressione consentirà infatti al pubblico di meglio identificarvisi, fino al
suo atto estremo e alla redenzione finale, successiva al perdono ricevuto
dall'amico morente.
Modernamente
intese saranno anche le scenografie di Carlotta Nasi, affidate alla fotografia
e rese attraverso la proiezione gli scatti che ritrarranno luoghi
"materiali" e soprattutto simbolici; saranno immagini delle
situazioni interiori dei personaggi, ma comuni a chiunque altro.
Un testo
dunque che grazie al modo in cui tratteggia i soggetti teatrali, è in grado di offrire
una moderna chiave di lettura dell’opera, anche se i costumi e l'ambientazione
saranno fedeli al testo originale.
REGIA: Giada Maria ZANZI
AIUTO REGIA: Giuseppe MESSINA, Carlotta NASI, Federica DI BIANCO.
SOGGETTO E DRAMMATURGIA: Giada Maria ZANZI
PERSONAGGI ED INTERPRETI: Riccardo, conte di Warwick, governatore di Boston: Cristian GRILLO Renato, creolo, segretario di Riccardo: Giuseppe MESSINA Amelia, sposa di Renato: Rachael BIRTHISEL Oscar, paggio di Riccardo: Giada Maria ZANZI Ulrica, una maga: Paola PANCALDI
FOTOGRAFIA E SCENOGRAFIA: Carlotta NASI
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